Era da molto tempo che desideravo scrivere questo post. Il passaggio di annualità porta con sé verie istanze simboliche, tra cui quella di intraprendere nuovi progetti. Ebbene, il mio progetto sarà quello di spiegare le crypto ai profani, per il semplice motivo che ad oggi i veri — o soli — utilizzatori degli asset digitali decentralizzati sono quasi sempre dei trader che poco comprendono della portata operativa di queste nuove valute.
Nel contesto di questa volontà, credo che la cosa migliore sia evitare i sermoni e concentrarsi sul dire ai lettori quello che molto banalmente dico a me stesso. Nello specifico, e lungo la direttrice di un uso pratico delle crypto, ecco che affiora un tema a me molto caro: le carte di spesa che consentono di trasformare le crypto in valuta spendibile, laddove il merchant di turno non accetta ancora crypto.
Le carte di spesa sono ovviamente di tanti tipi, ma in sostanza non sono altro che Visa o Mastercard che si appoggiano a una qualche infrastruttura o exchange in grado di veicolare transazioni in criptovalute. Più precisamente, la grande sintesi porge due tipi di carte: quelle centralizzate e quelle decentralizzate.
Le carte centralizzate non sono altro che appendici di exchange crypto, ossia l’esatto corrispettivo di quello che potrebbe essere una Visa o Mastercard emessa da una banca, o da un soggetto facente capo al circuito scelto da quella banca. In generale i grandi exchange forniscono quasi sempre una carta di spesa: Coinbase ha la sua Coinbase Card, Kraken ha recentemente fatto uscire la Krak Card, e poi ce ne sono molti altri che seguono la stessa modalità, come Bybit, Nexo, CryptoCom, e via discorrendo…
Le carte decentralizzate sono a mio avviso le più interessanti, perché operano appoggiandosi su costrutti blockchain legati a un vero e proprio wallet non custodial, comunemente rappresentato da un’app che gestisce una chiave privata. La chiave privata è nota solo al legittimo possessore, in forma classica di seed phrase annotata e conservata su banalissimo supporto cartaceo, oppure attraverso procedure criptate di conservazione (come per esempio le moderne passkey).
Ready: l’app pronta al futuro
Ebbene, lasciando per un attimo da parte le carte centralizzate, mi sono recentemente appassionato a due progetti che ritengo risolutivi e fluidissimi, che vi consiglio caldamente. Il primo è la recente trasformazione del noto wallet Argent (di cui parlai in un mio articolo su CryptoSmart) in Ready, una mega applicazione che viaggia su rete Starknet e permette di gestire un numero incredibile di crypto in entrata, tra cui anche Bitcoin.
Le crypto, se non posizionate già in rete Starknet, vengono dirottate a specifici indirizzi di bridge (in sostanza un solo indirizzo per tutte le crypto EVM, e specifici indirizzi per poche altre reti, tipo Solana) che convertono l’asset e lo rendono utilizzabile per ogni tipo di conversione interna (swap). La cosa vale anche per Bitcoin: i BTC vengono convertiti in WBTC (wrapped bitcoin) e resi utilizzabili. (I puristi di Bitcoin non si scandalizzino. Stiamo parlando di un’app di uso spicciolo per comprare beni su Amazon, fare benzina e pagare la colazione nel bar sotto casa, quindi evitiamo polemiche. So anch’io che Bitcoin dovrebbe essere utilizzato onchain attraverso wallet dedicati, ma ad oggi nessuno di noi, credo, vive nel mondo degli unicorni, quindi adattiamoci…)
Molto interessante questo video di presentazione del progetto…
La carta base arriva fisicamente a casa (non sempre è così) e permette di default, ossia senza alcuna procedura di fidelizzazione, di avere un cashback dello 0.5% su tutti gli acquisti. Ok, non è tantissimo, ma si tratta di un plus totalmente regalato, che viene accumulato in asset STRK ed erogato prima del quindici di ogni mese, in riferimento al mese precedente.
I fondi possono essere inviati in vari modi, tra cui anche il semplice bonifico, che converte direttamente in USDC su rete Starknet. Unica pecca, una commissione fissa di euro 0,90 che ovviamente può dare fastidio se inviamo cinque euro, ma certamente assume una valenza percentuale irrisoria se carichiamo con cifre dell’ordine del 300 o 500 euro alla volta.
Per il resto, le commissioni per invio asset Starknet sono (ovviamente) nulle, e si attestano a percentuali infinitesimali per il cambio “ponte” da altre reti. Insomma, un bel pezzo di software.
Ogni tanto, specie in occasioni particolari (es. Black Friday) il cashback passa a cifre più elevate, fino addirittura al 5%, e la promozione viene comunicata direttamente in mail. Sussistono poi, per gli amanti della DeFi, una miriade di micro-investimenti che possiamo fare attraverso l’ampia dotazione di dApp legate all’ecosistema.
La carta che però oggi come oggi preferisco è quella che segue, che rispetto a Ready ha, come ovvio, dei difetti, ma presenta caratteristiche incredibili.
Bleap: un coltellino svizzero
L’applicazione legata a Bleap Finance è un wallet non custodial che permette di spendere i fondi — stablecoin EURA per gli euro, stablecoin USDA e USDC per i dollari (si veda relativo progetto Angle, molto interessante nel campo stablecoin) — attraverso una carta virtuale dedicata, che può essere tranquillamente inserita in GPay o ApplePay. Sottolineo quest’ultima cosa perché la carta fisica c’è, sia di plastica che di metallo, ma almeno ad oggi può essere ottenuta solo attraverso un sistema di referral e gratuitamente.
Personalmente la carta fisica mi interessa poco, in quanto ho inserito la carta in un’app di terze parti che si chiama Curve, e mi consente di usare comunque una carta fisica. Però sarei stato più contento di avere una carta fisica di default, anche pagando qualcosa in più.
La caratteristica saliente di Bleap è che può ricevere bonifici di carica a costo zero, attraverso un IBAN aziendale e un vostro codice identificativo da inserire in causale (esattamente come Ready, ma appunto senza commissioni). Ma non solo. Il wallet, che permette anche di effettuare dei cambi interni, anche per l’acquisto di altre crypto oltre alle stablecoin di bandiera, può tranquillamente inviare i fondi sia ad altri wallet (attraverso la velocissima ed economica rete Arbitrum), sia addirittura a comuni conti correnti, attraverso SEPA istantanei. Praticamente un coltellino svizzero della finanza decentralizzata!
Visto che ci siamo, vi lascio il mio referral per iscrivervi. Voi fate un favore a me, ma vi assicuro che questa applicazione, che comunque resta totalmente gratuita, vi svolta letteralmente. Perché mi sono dimenticato di dirvi il dettaglio più importante: su tutti gli acquisti avete di default il 2% di cashback, senza se e senza ma!
Segui il link: https://app.bleap.finance/referral?code=X8P2KX14
L’iscrizione ai servizi che ho descritto è piuttosto semplice, ma se avete problemi non esitate a contattarmi ai recapiti canonici.