Diario e Diario

Ho da poco licenziato un organigramma piuttosto analitico dei miei vari siti.

Siccome ogni azione ha una reazione, è chiaro che questa istanza di sistemazione ha anche ridefinito il ruolo specifico di ogni elemento sistemato. Nel caso del blogging, capita dunque che questo mio Phil Web Cabinet — accanto a Leaflet (Phil Links), che però amo immaginare come appendice longform di BlueSky — sia il solo residuo “blog in senso classico” alternativo a quello principale su WordPress. Si apre dunque una prospettiva d’uso che mi piace immaginare come aspecifica e legata alla pura e spontanea voglia di scrivere cose abbastanza lunghe in forma di diario. Un tempo, ossia agli albori del Web, si parlava di stile blogorroico.

Sarà quello che farò qui.

No Zapping

La prima cosa che dovremmo evitare nel Web — poco importa se via laptop o smartphone — è la prassi dello zapping. Questa abitudine induce a raccogliere ciarpame, ad adattarsi a pose automatiche imposte dall’esterno, a genuflettersi alla logica del clickbait, ovvero, in definitiva, a perdere tempo per cose che non ci interessano sul serio.

Una tecnica fantastica per evitare di cadere nelle sgrinfie dello zapping consiste nel pianificare dettagliatamente le attività nel Web. E in questo proprio il mio fido browser mi viene in aiuto col suo todolist integrato.

Un Punto Fermo

Approfitto dell’ultima versione di Vivaldi Browser per aggiornare il blog ospitato nella sua community. Esattamente questo blog, dove da tempo annoto e colleziono link e ritagli elettronici. Ho scelto un layout a singola colonna, somigliante ai primi, primissimi blog della storia.

Le ultime funzioni sono l’occasione per fare il solito resoconto, specie se consideriamo quanto il Web è cambiato dai primordi ad oggi.

Personalmente ritengo che un Web inteso come realtà parallela e autonoma non abbia alcun senso. D’altra parte, un Web in grado di portare nella realtà il ciarpame che purtroppo vediamo animare la stragrande maggioranza dei social network non mi pare neppure un’idea tanto edificante. Anzi, se è questo il solo Web possibile, allora tanto vale smantellarlo, se solo si potesse fare.

Più precisamente io credo che il Web debba essere uno strumento per riferire la realtà, non già per modificarla, ma per condividerla in modo assolutamente scambievole. Da questo punto di vista credo mi interessi poco la forma uno verso tutti, e che sia assolutamente da preferire quella più somigliante a uno verso molti, o ancora meglio uno verso qualche altro. La grande rete dovrebbe essere, in definitiva, ridimensionata e resa molto più umile.

La decentralizzazione operata da protocolli come quello che alimenta Mastodon — non per niente accarezzata dalla stessa Vivaldi Community — va di certo in questa direzione.

Dal mio canto, escludendo ovviamente la scrittura professionale, mi accontento di questo: scrivere di getto, prendere appunti potenzialmente pubblici, tenendomi nel contempo lontano da sterili discussioni su mondi che non ci riguardano, o che ci riguardano, ma di certo non attraverso il mezzo infotelematico.

Una Presentazione di Blog

Ho deciso di razionalizzare ulteriormente la mia presenza personale nel Web, confinando a pochissimi luoghi le mie considerazioni estranee alla professione. Questo stesso blog — accanto al suo gemello in forma di microblog — fa parte della Vivaldi Community, un novero di persone che internazionalmente condividono l’amore e l’uso di questo sublime e testato pezzo di software. Di conseguenza, fa ovviamente parte del campo non professionale, che insiste su aspetti molto quotidiani: programmi TV, hardware, acquisti, libri, cultura, viaggi, etc…

A latere ho anche ripreso in mano la piattaforma WordPress, che avevo abbandonato per un po’ a favore di altri lidi. In questa ho pubblicato Creative Phil Diary, che somiglia in tutto e per tutto a un “anello di congiunzione” tra microblogging e blogging classico.

Resta la questione del divide et impera da applicare a questo campo. Come userò questi luoghi? La risposta nei prossimi post.