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  • Messaggi dall’Altrove e Nuove Narrazioni

    Di solito film e serie TV — anche nell’era dello streaming selvaggio — derivano, a meno di remake, o da sceneggiature originali, o da romanzi e racconti.

    Negli ultimi anni si è però determinata, sia pure in misura minoritaria, una tendenza piuttosto interessante: quella di derivare una certa narrazione da materiali non direttamente narrativi.

    Un esempio piuttosto lampante è rappresentato da Tales From the Loop, che trae ispirazione non già da una storia, ma da una serie di immagini retrofuturistiche dell’artista Simon Stålenhag, il cui carattere evidentemente evocativo e ipnotico ha evidentemente sollecitato la scrittura dello sceneggiatore.

    Tuttavia il caso a mio avviso più affascinante di questa tendenza è certamente rappresentato dalla serie Dispatches from Elsewhere, intrigante e misterioso racconto tratto addirittura da un vero e proprio esperimento sociale, allestito dal 2008 al 2011 a San Francisco, all’insaputa delle centinaia di cittadini che sono stati coinvolti al suo interno.

    Più precisamente, l’esperimento in oggetto, legato alle gesta del fittizio Jejune Institute e dei suoi misteriosi agenti reclutati tra le folle, è stato riassunto nell’altrettanto interessante documentario The Institute, e successivamente tramutato in sceneggiatura.

    Il mio consiglio spassionato: guardatelo. Prima la serie TV, e poi il documentario, disponibile per intero su YouTube.

  • Interpretazione di Bewegung

    Amo giocare con Canva (di Chromebook). Questa cosa l’ho fatta immaginando la veste grafica della partitura di Bewegung, brano del 1971 di Luciano Berio.

  • Lago e Balneazione

    Ieri al lago. Grotte di Castro. Abbiamo fatto il bagno, dopo tantissimo.

  • Isola e Ritorno

    Oggi siamo stati a Bolsena, con tanto di gita all’Isola Bisentina. A bordo della nave Vulcano, un viaggio veramente piacevole. Suggestioni dal mondo marinaresco.

  • Ancora su Adolescenti Telepatici e Affini

    Dunque, cosa abbiamo qui? Ragazzini rapiti per i loro superpoteri, oscure agenzie governative che conducono esperimenti in clandestinità, outsider appartenenti al versante onesto delle forze dell’ordine che indagano sulle dilaganti stranezze che accadono nella sonnolenta cittadina periferica degli States, aguzzini perversi che intendono salvare il mondo attraverso lo sviluppo di facoltà paranormali nei propri giovanissimi prigionieri, e ovviamente un’oscura forza senza forma che attende nel buio.

    Di che serie TV stiamo parlando? Probabilmente la maggior parte di voi dirà Stranger Things, ma non è così. O meglio, è chiaro che l’epopea della misteriosa ragazzina sbucata dal nulla e denominata 11 risponde perfettamente a questo identikit. Ma l’opera in questione è The Institute, omonima trasposizione del romanzo di Stephen King. Un romanzo che — diciamocelo chiaramente — è a sua volta trasposizione, interpretazione, versione kinghiana di uno schema tematico che ormai è diventato quasi una cifra iconica: la banda di ragazzi che affronta la perversione di certo mondo cosiddetto adulto al cospetto dell’ignoto.

    D’altra parte lo stesso evento televisivo che fu qualche anno fa proprio Stranger Things si caratterizzava come autentico revival di situazioni molto codificate, che non solo il cinema, ma anche lo stesso King andò a disseminare durante tutti gli anni Ottanta.

    Una ripresa di peso, un’operazione nostalgia condotta attraverso i moderni mezzi della produzione nei canali del moderno streaming, per riportare quelli come me — classe 1975 — ai fasti dell’infanzia e prima adolescenza.

    Quindi un vero e proprio gioco a rimbalzo, che parte ormai ben oltre dieci anni fa (se la prima stagione di Stranger Things risale al 2016, un film assolutamente rappresentativo come Super 8 si attesta addirittura a cinque anni prima) e perdura non solo in questo, ma in una miriade di prodotti che insistono su uno standard ormai diventato classico: bambini, alieni, istituti, e una oscura ed elettrizzante caccia al mostro…

    E la cosa continua a piacermi.

  • Proton Drive: Mio Nuovo Standard

    Ormai ho deciso. Proton Drive sarà il mio nuovo standard in termini di sincronizzazione in cloud. Non ho tutti gli strumenti per effettuare una sostituzione completa, ma la via è definita certamente. L’obiettivo è avere un solo luogo dove effettuare tutti i backup (non sincronizzazione, ma backup).

  • New Cat AI-agent in Town

    Da qualche giorno il monumentale servizio svizzero per la privacy online Protonmail — anche se probabilmente dovrei chiamarlo Proton-suite — ha lanciato la sua applicazione di intelligenza artificiale chiamata Lumo.

    Pensavate potessi perdermela? (Gatti e AI, accoppiata vincente. Magari nei prossimi giorni vi dico come funziona. Ma già i primi test promettono molto bene.)

  • Una Presentazione di Blog

    Ho deciso di razionalizzare ulteriormente la mia presenza personale nel Web, confinando a pochissimi luoghi le mie considerazioni estranee alla professione. Questo stesso blog — accanto al suo gemello in forma di microblog — fa parte della Vivaldi Community, un novero di persone che internazionalmente condividono l’amore e l’uso di questo sublime e testato pezzo di software. Di conseguenza, fa ovviamente parte del campo non professionale, che insiste su aspetti molto quotidiani: programmi TV, hardware, acquisti, libri, cultura, viaggi, etc…

    A latere ho anche ripreso in mano la piattaforma WordPress, che avevo abbandonato per un po’ a favore di altri lidi. In questa ho pubblicato Creative Phil Diary, che somiglia in tutto e per tutto a un “anello di congiunzione” tra microblogging e blogging classico.

    Resta la questione del divide et impera da applicare a questo campo. Come userò questi luoghi? La risposta nei prossimi post.

  • Preliminarmente

    Ebbene sì. Sono tornato nella community di Vivaldi, questa volta non da semplice avatar o nickname. La ragione? Mi piace il Web; o meglio, mi piace il ricordo di una certa idea di Web che vorrei tornare a perlustrare. Per questo ho anche fatto bene i miei compiti per casa, aprendo pure il relativo account Mastodon in Vivaldi Social. Una sorta di appendice.

    E questo è quanto.